Complice la trasmissione di Fabio Fazio ho comperato il nuovo CD di Nicola Piovani indimenticabile autore della colonna sonora de "La vita è bella".
Il disco di chiama "Cantabile" perchè si riferisce ad un termine usato nella musica classica per indicare un movimento (adagio, vivace, vivace assai...) ed è anche un modo, stando a quello che ha dichiarato l'autore nell'intervista su Rai tre, per coniugare la musica "seria" (quella classica) e quella "leggera" (delle c.d. canzonette): secondo Piovani, infatti, e mi associo al suo giudizio, è assurdo suddividere la musica in categorie o pensare che determinate categorie musicali appartengano a corrispondenti ceti sociali...la musica è per tutti e di tutti, di qualsiasi musica si tratti.
Hanno partecipato a questo lavoro, di rivisitazione di celebri brani, molti artisti come: De Gregori, Gigi Proietti, Peppe Servillo, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Morandi che insieme a Noa interpreta la celebre "Quanto t'ho amato", Giorgia che ha cantato anche nella trasmissione di Fazio una fantastica "Near you".
Infine l'ultimo brano è il commovento "Sorridi amore e vai" con Roberto Benigni sempre tratto dalla "Vita è bella".
Ascoltando questo cd mi sono trovata più volte sull'orlo delle lacrime per la struggente bellezza di alcuni passaggi, a volte malinconici, evocativi...
Tra le mie preferite c'è "vai col treno" (F. Mannoia), "Near you", "Sorridi amore e vai"...
Chi mi segue, chi mi conosce sa che ho una passione senza freni per la musica "barocca" e per quella di J. S. Bach in particolare: nella mia "cd teca" mi capita di avere diverse versioni delle sue opere.
Una di queste sono le Suite per violoncello solo: adoro l'interpretazione di M. Rostropovich e di recente sono riuscita a recuperare anche quella di un grandissimo violoncellista, colui al quale si attribuisce la riscoperta di quest'opera, Pablo Casals.
Mia sorella Chiara, che mi conosce e mi ama, me ne ha fatta riscoprire un'altra...meno ortodossa e classica ma ugualmente intrigante: perchè chi l'ha detto che Bach non avesse senso of humor o la capacità di ricercare qualcosa di differente, sono famosissime le sue variazioni su tema!
Il quattro ottobre 1982 moriva a Toronto Glenn Gould: è considerato uno dei più grandi pianisti e tra i maggiori interpreti di J.S.Bach.
E' stato considerato un pazzo e un genio al contempo: cantava quando suonava, aveva un tale terrore dei raffreddori che si vestiva come se fosse sempre pieno inverno anche d'estate, dormiva di giorno e lavorava di notte, possibilmente da solo, nelle sale di incisione con la sola presenza dei tecnici (pochi e di fiducia) perchè dall'età di trentadue anni fino alla sua morte, sopraggiunta quando aveva cinquant'anni, non suonò più in pubblico.
Oggi viene considerato come un grandissimo intellettuale, allora fu molto criticato per le sue scelte: come si può sentire in alcune interviste che mi è capiato di ascoltare seguendo Rai Radio Tre, che ha dedicato alcuni programmi a celebrare il mito di questo grande artista. Sul sito di tale emittente radiofonica è possibile riascoltare in podcast i programmi: uno particolarmente interessante è del 14 di ottobre e tra l'altro interviene un'altro grandissimo interprete bachiano, Ramin Bahrami, che spiega l'importanza della rierca di Gould e gli sforzi "pioneristici" nell'usare posizioni particolari al pianoforte (con uno sgabello molto più basso del dovuto) per raggiungere un suono più particolare attraverso una differente pressione sui tasti del pianoforte...
La prima volta che ho ascoltato le Variazioni Goldberg è stato in una sua interpretazione, una volta ascoltate nella sua "versione" è difficilissimo apprezzarne di diverse, anche sentire la sua voce canticchiare il motivo in sottofondo è fantastico: probabilmente perchè chiunque si appassioni all'opera di Bach non può non condividere l'esaltazione di questo interprete.
Ascoltando alcune sue interviste si nota il suo senso ironico, credo che fosse un'uomo teso alla ricerca di un'ideale di perfezione e talmente concentrato da desiderare l'isolamento per non essere distratto, forse l'eccessiva attenzione dei media e dei fans lo disturbavano e l'annoiavano pure.
Meravigliosa una sua composizione "So you want to write a fugue?", si tratta di una fuga che parla della fuga stessa ed è un omaggio a Bach: inizia con la domanda che è il titolo della fuga e prosegue con delle frasi cantate dalle quattro voci (tenore, basso, soprano e contralto) accompagnate da un quartetto d'archi in cui si sovrappongono in frasi del tipo "se hai il fegato di scrivere una fuga fai pure" cui si risponde con "fai pure, ma scrivi una fuga che possiamo cantare"...La si può trovare su youtube e ne vale veramente la pena : l'ho ascoltata per un intero pomeriggio, ma forse non faccio testo...
Io non suono uno strumento, non so leggere la musica e per tutta la vita sono stata presa in giro per il mio amore per la musica classica o al massimo da adulta guardata con sguardi di compatimento e ai concerti da camera ci vado quasi sempre sola :), ma quando ascolto questo artista o altri che hanno dedicato la loro vita a "sentire" intensamente con tutto il corpo il fluire delle note, le differenti sonorità che ti scuotono in profondità (alcuni direbbero i nervi!) ecco... mi sento compresa, penso non sono la prima nè l'unica e perciò neanche così "fuori".
... a volte capita di finire una commissione e di passare a prendere un caffè e se questo ti succede di mattina ed entri, mettiamo, alla Feltrinelli quando ci sono pochissime persone e tra l'odore dei libri e quello di un caffè al volo senti la musica di J.S. Bach di un cd che ti sei comprato il giorno prima... sei tu sola al di fuori del mondo, come se fossi una Regina, con la R maiuscola perchè ti senti padrona in assoluto di quel momento fuori dal mondo che è tutto per te, solo per te...
La musica che ho ascoltato era di questo disco, tra l'altro presentato dai due eccezionali interpreti qualche sera fa alla trasmissione di Fabio Fazio, si tratta di cinque concerti per pianoforte e orchestra particolarmente intesi e piuttosto conosciuti: "i concerti per tastiera di Bach sono un unicum e non un semplice dialogo tra pianoforte e orchestra...nelle pagine del Maestro l'uno è fonte dell'altro per costruire una polionia globale perfetta... Bach è il compositore più universale, più cosmopolita che oggi abbiamo perchè il suo pensiero è senza limiti e senza barriere."
E' tanto tempo che mi ripromettevo di scrivere un post ma non ne ho avuto il tempo e la voglia (orrore!!!) anche perchè ho ripreso a studiare e la sera ho gli occhi stanchi e poca voglia di accendere il pc. Il direttore d'orchestra della foto e' Daniel Barenboim: vorrei suggerire caldamente di vedere l'intervista che ha rilasciato un paio di settimane fa a Fazio nella trasmissione "Che tempo che fa", è possibile rivederla su internet nel sito omonimo (www.chetempochefa.it) credo!!! A gennaio il Maestro era venuto a Genova a tenere un concerto per la GOG egli suona anche il pianoforte, in tale occasione la sua interpretazione di un brano di Schoenberg aveva suscitato le mie perplessità!! Pure la fantasia di Mozart, eseguita subito dopo , non sembrava di Mozart : Schoenberg aveva anestetizzato i miei sensi!!! Quando ho sentito l'intervista alla televisione sono rimasta veramente affascinata da questa persona, sia per il suo perfetto italiano, sia per la grande umanità. Ha parlato del conflitto israelo- palestinese, è una delle poche persone che hanno il doppio passaporto (israeliano e palestinese) e parlando con cognizione di causa della sofferenza che l'attacco a Gaza ha procurato ai civili ha detto una cosa vera e anche ovvia ma così difficile da mettere in pratica che in 60 anni (io direi in secoli gli esseri umani) non sono stati in grado di fare: bisogna AVERE LA CAPACITA' DI RICONOSCERE I DIRITTI DEGLI ALTRI. Il dramma di quelle terre, ha continuato, non è politico o militare è un dramma umano, dell'incapacità di guardare oltre se stessi! L'altra cosa veramente meravigliosa è stata la sua spiegazione del perchè la Sinfonia numero nove di Beethoven costituisca un evento paragonabile alla caduta del muro di Berlino: Vi è un passo nell'ultimo movimento il cambio drammatico e insospettato dell'armonia, che coincide con la parola Dio, pronunciata 4 volte, in cui tutta l'orchestra si ferma e dopo niente è più uguale, la musica non è più la stessa ha un'importanza verticale sulla vita che va in orizzontale!!!!! Lo so che questo mio post da PSEUDOINTELLETTUALE può essere noioso e io non riesco a rendere bene l'effetto delle parole di una persona così particolare, ma andate al sito a vederlo ne vale la pena!!! Notte, notte...