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domenica 12 gennaio 2014

Madonna di Foligno di Raffaello a Milano

 La Madonna di Foligno è uno dei capolavori del Maestro di Urbino e in occasione del periodo natalizio è stata esposta per diverse settimane a Palazzo Marino sede, tra l'altro, del Comune di Milano.
Da domani questo quadro bellissimo tornerà nel sua collocazione cioè presso i Musei Vaticani a Roma.
E' valsa veramente la pena attendereun'ora in coda per entrare a vedere quest'opera: la vivacità dei colori, la delicatezza dei tratti dei personaggi, del paesaggio...inoltre siamo stati guidati alla conoscenza del dipinto da una guida che ci ha dato una spiegazione iconografica e ci ha reso edotti delle vicende di quest'opera che è stata spostata da Roma a Foligno poi in Francia e infine è tornata a Roma.
Nel 1511 Sigismondo de Conti, segretario e storico del Papa Giulio II della Rovere, commissionò a Raffaello il dipinto: la sua casa aveva rischiato di essere distrutta da un "oggetto infuocato" (che è rappresentato nel quadro e che, secondo gli storici, potrebbe essere un colpo di bombarda) e così per ringraziare la Vergine della grazia ricevuta Sigismondo avrebbe deciso di donare l'opera come un ex voto da esporre nella Chiesa di Santa Maria in Aracoeli, una Chiesa sorta sul colle Capitolino per volontà dell'Imperatore Augusto in seguito ad una visione mistica avuta proprio in quel luogo.
La Madonna, che tiene in braccio un Gesù Bambino che sembra volersi divincolare, è assisa in un trono in alto rispetto agli altri personaggi: intorno all'aurea di luce dorata che la circonda ci sono gli angioletti che si susseguono in un cielo di un colore azzurro intenso (riportato alla luce grazie ad un recente restauro). Ai piedi del trono ci sono tre Santi (San Giovanni Battista, San Francesco e San Gerolamo) e il committente che è in ginocchio difronte alla visione della Vergine. In basso un putto meraviglioso che sorregge una targa dove avrebbe dovuto essere dipinta una frase del committente, come da tradizione, che nel frattempo era morto. Lo spettatore viene coinvolto dal quadro da San Giovanni Battista, in basso a sinistra, che indica la Vergine Maria e il figlio.
Dopo aver visto il quadro i visitatori poteva assistere ad una serie di filmati con interviste ai restauratori dei Musei Vaticani e interventi di due importanti critici e storici del'arte che illustravano il periodo storico in cui ha operato Raffaello e l'importanza del recupero, attraverso il restauro, delle opere d'arte: Caludio Strinati e Antonio Paolucci (quest'ultimo direttore dei Musei Vaticani). 
Quest'ultimo ha espresso con poche parole quello che io pure sento quando vedo una mostra o mi incanto davanti ad un quadro: "...dobbiamo essere grati al destino, a Dio... di averci dato gli occhi per vedere, un cuore per emozionarsi e la memoria per ricordare per poter dire: sono contento di essere vivo e di poter godere di queste opere.."!!!

domenica 2 giugno 2013

Sabato a Milano

Il sabato a Milano del titolo del post è un sabato di aprile: un aprile insolitamente caldo, molte persone erano in maniche corte e c'era un sole e un cielo terso...commoventi!
Una luminosità che nulla avrebbe a che fare con la Milano umida e fredda dell'immaginario collettivo!
Ovviamente mi ero dimenicata a casa la macchina fotografica, ma Roberta no!
Ecco alcune foto di un quartiere della Stazione ferroviaria di Milano Garibaldi: Piazza G. Aulenti...
 
La prima parte della giornata è stata dedicata alla mostra di Modigliani a Palazzo Reale: non potevo esimermi! :)
 La mostra si basa principalmente sulla collezione di Jonas Netter che agli inizi del Novecento a Parigi fu un sostenitore e mecenate di molti pittori "maledetti" e un estimatore di Amedeo Modigliani del quale arrivò a possedere più di quaranta quadri.
Durante i primi anni del Novecento il quartiere di Montparnasse divenne il centro culturale di avanguardia e luogo di ritrovo di molti artisti che lasciavano i loro paesi  alla volta di Parigi divenuta simbolo di ricerca e sperimentazione aperta agli intellettuali di tutto il mondo.
Modigliani e i suoi amici "maledetti" passavano le giornate preda dell'alcool, della droga e delle loro visioni del mondo. Elaborano ognuno a suo modo l'inquietudine e l'rrequietezza e così si passa dai quadri di Utrillo (alcolizzato fin dalla più tenera età) con i suoi cieli azzurro grigio in cui vengono rappresentate strade e piazze desolantemente vuote in cui le figure umane sono rare e piccole, distanti come distante era l'autore dal resto dell'umanità, perennemente solo...
Purtroppo non ho trovato una immagine di un quadro intitolato "Chiesa di Sermaize" in cui rappresenta un paesaggio autunnale (fine novembre sembrerebbe): ci sono degli alberi spogli di fronte ad una Chiesa, le foglie si raccolgono a terra in una nuvola di oro rosso ma i rami non sono dipinti di nero o marrone scuro bensi di arancio e rosso e giallo come a rappresentare le foglie che stanno ancora cadendo...
Altro artista che mi colpieto per la bellezza della forme e l'uso insolito dei colori (una donna sdraiata su di un divano il cui incarnato è evidenziato da pennellate verdi) è la madre di Utrillo Suzanne Valadon che iniziò giovanissima a frequentare, come modella, il mondo degli artisti e poi, grazie agli incoraggiamenti di pittori quali Touluse Lautrec, divenne una apprezzata pittrice...

Ma l'inquietudine dell'anima è rappresentata in modo elegante e raffinato dagli occhi delle donne di Modigliani privi di pupilla, donne che rieccheggiano le Madonne del recento che l'autore toscano aveva studiato da ragazzo.

 Molto diversa, quasi un pugno nello stomaco, è la rappresentazione dell'inquietudine e della violenza che trasuda dai quadri di Soutin, di cui Modigliani fu molto amico, che proveniva da un passato di violenza e confusione mentale...

La mostra, allestita a Palazzo Reale a Milano, è aperta fino all'8 settembre dalle 9.30 alle 19.30; il lunedì dalle 14.30alle 19.30; il giovedì dalle 9.30  alle 22.30.

domenica 20 gennaio 2013

Degas a Torino

Come regalo di Natale, portatomi direttamente dalla crisi, ho ricevuto la sorpresa di dover lavorare a Torino durante la settimana... non il massimo per un'abitudinaria come me, comunque sempre meglio che rimanere senza lavoro !
Così, trolley in spalla, sono partita per l'ignoto! :) Lavorando tutto il giorno e uscendo alle sei e mezzo la sera non sono ancora riuscita a rendermi conto della bellezza di questa città (anche se mi riprometto di farlo a Primavera quando le giornate si allungheranno) ma una cosa l'ho fatta la prima settiamana, chi mi conosce può facilmente immaginarlo: sono andata a vedere la mostra di Degas. Complice anche il fatto che il giovedì la mostra chiude alle 22.30 e che, nonostante non sia vicinissima al luogo di lavoro, ho avuto la possibilità di visitare con calma!
 Il Palazzo promotrice delle Belle Arti, che io non ho potuto vedere alla luce del sole come nella foto, è vicino al Palazzo del Valentino e ospita fino al 27 di gennaio alcuni capovolavori dell'artista francese provenienti dal Museo D'Orsay.
Nelle prime stanze sono esposti alcuni suoi celebri ritratti che mostrano la sua grande capacità di analisi psicologica dei personaggi: come quella del quadro di suo nonno, che trovò rifugio dagli eccessi della rivoluzione francese a Napoli, e che ci mostra un uomo stanco ma forte e determinato a cui il nipote tributerà un omaggio in un altra sua opera...
 ... quella che ritrae la Famiglia Bellelli.

E' la famiglia di sua zia che è in lutto per la morte del padre (nonno Hilaire del quadro precedente) il cui quadro è l'unica nota che spezza la monotonia della tappezzeria azzurra.
L'infelicità coniugale si comprende dalla distanza dei sue adulti, dal viso angosciato di lei, dalla contrapposizione degli spazi in cui sono rappresentati i membri della famiglia. Bellissimi sono i disegni preparatori che riprendono la testa della figlia più piccola e della madre.
La capacità di analisi, l'abilità nel cogliere gli umori e la  vitalità della società contemporanea dell'artista sono evidenti nei quadri delle stanze successive...
 Come nella rappresentazioe de "L'Orchestra dell'Opera" in cui mostra la "buca" dell'orchestra riprendendo il palcoscenico da un'angolazione del tutto nuova (da sotto in su) ed infatti sono visibili solo le gambe e i tutu' delle ballerine: l'attenzione è concetrata sui maestri che stsnno suonando.
Alcuni di questi personaggi sono amici cari all'artista che sono stati ripresi anche in altri quadri, ad esempio il violoncellista Pillet (in basso a sinistra).
Anche le prostitute della Parigi di notte sono protagoniste dei suoi quadri.
 Al mondo del teatro sono dedicate le numerose tele che rittraggono le ballerine: il loro mondo, apparentemente lieto e leggiadro, in relatà cela una forte sofferenze ed uno sforzo notevole...
Ma quello che mi è piaciuto davvero moltissimo, più delle sue tele meravigliose, sono state le sculture in bronzo: una parte della critica sostiene che nascessero dalla necessità di Degas di percepire più profondamente il movimento, la profondità dello spazio che viene occupato dai corpi e che egli riporta nella bidimensionalità di quadro.
La prima scultura esposta, la più grande come dimensioni è "La ballerina di quattordici anni"...

E' straordinaria e sono rimasta parecchio a guardarla: era in una teca e si poteva osservarla da tutti i lati. Le calze stavano scendendo e si riusciva a precepire la tensione dell'arco della schiena.
 
La mostra durerà fino al 27 di gennaio.


domenica 4 novembre 2012

Vermeer a Roma

Quando ho saputo della mostra di uno dei miei pittori preferiti organizzata a Roma ho fatto in modo di organizzarmi: non potevo mancare!
Non ero mai stata alle Scuderie del Quirinale e devo dire che sono rimasta molto colpita dalla struttura e dall'organizzazione degli spazi, per non parlare della vista magnifica che si gode alla fine del percorso della mostra: una visione a 180° dei tetti di Roma, mi sarei mangiata le mani all'idea di aver lasciato la macchina fotografica al deposito borse all'entrata.
Piazzale davanti al Quirinale
In realtà la mostra non si incentrava sulle opere di Vermeer ma sull'arte olandese nel Seicento, considerato il periodo d'oro per i Paesi Bassi del Nord divisi da quelli del sud, quindi dal Belgio attuale, dall'occupazione spagnola; divisione avvenuta anche dal punto di vista religioso con la parte cattolica a sud e il nord protestante o a larga maggioranza protestante.
In Olanda trovarono rifugio molti artisti e mercanti calvinisti che emigrarono in massa cosicchè Amsterdam divenne la nuova Anversa dando uno straordinario impulso allo sviluppo economico con la nascita nel 1620 della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. La struttura economica influì su quella sociale: si creò una classe borghese forte e attiva, principale committente dei pittori dell'epoca.
Una pittura non più basata sulla rappresentazione di temi religiosi o commissionata per Chiese che nelle concezione protestante erano molto più spoglie e austere di quelle con rito cattolico anzi la Chiesa Cattolica della Controriforma sostenne lo splendore e la ridondanza del barocco.
I temi delle opere dei pittori olandesi del XVII erano rivolti alla rappresentazione di una realtà più "intima": come gli inteni delle case, scene di vita familiare ...
Interno con uomo, donna che legge e cameriera _ P.J. Elinga

Ritratto di famiglia in un cortile a Delft_ P. de Hooch
Sembra una pittura maggiormente introspettiva come se il pittore aprisse una finestra a volte piccola su un momento: viene colto uno sguardo, un sentimento come ad esempio nel sorriso malizioso della ragazza che porge un bicchiere di vino ad un possibile corteggiatore e sembra coinvolgere lo spettatore risucchiandolo all'interno del quadro...
Giovane donna con bicchiere di vino _ J. Vermeer
Oppure riprodurre uno sguardo così intenso e vivace dietro il quale si possono celare tantissimi sentimenti: l'attesa di qualcuno...
 La suonatrice di liuto_ J. Vermeer
 Secondo alcuni critici Vermeer non dà risposte, lascia degli interrogativi perchè dipinge attimi sospesi dietro i quali ci sono delle vite, dei pensieri, dei segreti che chi guarda non potrà mai conoscere ed è questo il fascino della sua opera: "La ragazza con il cappello rosso"  che è poi il quadro usato come simbolo della mostra rappresenta molto bene questo concetto. Sono rimasta a guardarlo per molto tempo, incantata dallo sguardo della ragazza, dal fatto che quell'attimo fosse sospeso nel tempo per sempre... rende l'idea dell'eternità.
L'unica pecca veramente grave di questa mostra è che immaginavo ci fossero molte più opere di Vermeer forse perchè una volta iniziato non se ne ha mai abbastanza e perchè il titolo della mostra avrebbe dovuto essere "Il Secolo d'oro dell'arte olandese" e basta...
Vermeer_ Il secolo d'oro dell'arte olandese
27 Settembre 2012 - 20 Gennaio 2013
Scuderie del Quirinale_ Roma






venerdì 2 novembre 2012

Week-end a Roma


P.zza Navona
Ho anticipato il week-end di ognissanti partendo il venerdì precedente, complici alcuni giorni di ferie arretrati, e così ho evitato la ressa: direzione Roma e la mostra di Vermeer!
Pur avendo evitato l'affolamento del ponte del 1 di novembre non sono riuscita a scansare la pioggia, l'abbassamento di temperatura di circa dieci gradi e il cambio dell'ora! Ma ero in una delle città più belle del mondo con un sacco di cose da vedere così tutto mi è parso bello lo stesso...
Il pomeriggio dell'arrivo la prima cosa da vedere (rigorosamente sotto l'ombrello) è stata Piazza Navona e poco prima la Chiesa di San Luigi dei Francesi dove la cappella Contarini con i suoi mitici quadri di Caravaggio sembravano aspettare solo noi...
"La vocazione di Matteo"- Caravaggio Chiesa di san Luigi dei Francesi
Dopo una passeggiata di quasi tre ore e una discreta pasta alla carbonara siamo svenute sul letto del carinissimo bed and breakfast Night and Day. Quest'ultimo è stata una grande scoperta perchè si trova in pieno centro vicino a Piazza Barberini e Piazza Fontana di Trevi: è carino, pulito gestito da Monica che è ci ha accolto simpaticamente e che ci aveva preparato tutte le "istruzioni per l'uso" della capitale sotto forma di una cartina con una serie di post-it per indicarci i luoghi dove mangiare, gli autobus... perfetto!
Perfetta pure la posizione per la prima tappa del tour che avevo preparato e cioè la Galleria di Arte Antica che è a Palazzo Barberini...
Palazzo Barberini
Grande Salone - Volta affrescata da Pietro da Cortona
 Questo magnifico affresco si trova nel grande salone del palazzo Barberini fu commissionata nel 1632 a Pietro da Cortona per celebrare il "Trionfo della Divina Provvidenza e il compiersi dei suoi fini sotto il Pontificato di Urbano VIII"... per riuscire a vederla senza farsi veneire un attacco di cervicale l'unica soluzione è sdraiarsi sui divanetti al centro della sala solo così si potrà cogliere il senso delle scene dai colori impressionanti.
 Come impressionante è la pinacoteca con i suoi capolavori...
"La Fornarina" Raffaello Sanzio
"Giuditta che taglia la testa a Oloferne" - Caravaggio
Dopo tanta arte era necessario passeggiare per negozi e ce n'erano tanti e belli... e così Roma By night...
Piazza Venezia _ Monumento a Vittorio Emanuele
Piazza Monte Citorio
Via del Parlamento

Via Borgognona
 
Via Frattina







 e Roma di giorno...
Fontana di Trevi
P.zza Venezia
Pantheon
P.zza d Rotonda    






Galleria Borghese

L'altra meta irrinunciabile è stata la Galleria Borghese: Canova, Bernini, Caravaggio inseriti in una cornice indimenticabile, creata da uno dei più grandi e avidi mecenati di tutti i tempi il Card. Scipione Borghese.

David - G.L.Bernini

Apollo e Daphne - G.L.Bernini
Quando sono ripartita mi doleva il cuore... ma ho lanciato la monetina nella Fontana di Trevi e quindi dovrò tornare sicuramente!