sabato 6 febbraio 2016

Il buio oltre la siepe

L'uscita del nuovo romanzo della scrittrice statunitense Harper Lee dopo più di 50 dal suo primo lavoro ha portato alla ribalta la sua, fino ad ora, unica e indimenticabile opera vincitrice del premio Pulitzer nel 1960: "To kill a mokingbird" tradotto in italiano con il titolo meno significativo de "il buio oltre la siepe".
Avevo una vaga riminiscenza del film con Gregory Peck che ne era stato fatto ma, ahimè, non avevo mai letto il libro ma poi durante un noioso pomeriggio di lavoro, mentre ascoltavo la radio, mi è capitato di sentire la lettura ad alta voce del romanzo di Harper Lee: quale affascinante esperienza!
Sono stata catapultata nell'Alabama del 1935, in una cittadina di provincia di uno degli Stati del Sud con le sue atmosfere calde e polverose in compagnia di una tenera e agguerrita ragazzina di sette-otto anni, Scout Finch la voce narrante, e del fratello Jem più grande di lei di quattro anni.
Figli di un avvocato vedovo vivono, insieme alla loro cameriera-tata di colore Calpurnia, in una casetta con il portico accanto ai loro vicini di casa affettuosi e invadenti: le loro estati trascorrono all'aperto in lunghe giornate passate ad inventarsi le avveture più misteriose  insieme al loro compagno di giochi Dill. La loro immaginazione è affascinata dalla storia di un loro vicino Boo Radley che vive  in una casa semi abbandonata e non esce da tantissimi anni: egli è l'oggetto delle loro più sfrenate fantasie come l'uomo nero che si nasconde nell'ombra e cela segreti inconfessabili.  
Quale avventura può dare un maggior brivido che arrivare a bussare alla porta del Radley senza essere colpiti da un colpo di fucile o escogitare un mezzo per fare uscire di casa il misterioso personaggio?
Ma Boo non esce e la loro vita va avnti fra la scuola e la necessità di crescere accanto ad un padre amorevole e onesto fino a che in una afosa estate sono costretti ad assistere ad un capovolgimento del loro mondo di bambini in cui tutto è al loro posto: in cui i buoni sono separati dai cattivi.
Un "negro" è accusato di aver violentato una giovane donna bianca: non importa che sia un uomo serio e di specchiata virtù e lei la figlia di una famiglia allo sbando in cui l'unico punto di riferimento è un padre violento e alcolizzato e non ci siano prove di alcun tipo che supportino l'accusa: il processo inizia e a difendere Tom Robinson viene chiamato il padre dei due ragazzi Atticus Finch.
Credo che la figura di questo uomo discreto, retto che cerca con pazienza e tenerezza di seguire da solo i suoi figli, sentendone tutta la responsabilità sia il personaggio che catalizza maggiormente l'attenzione pur non comparendo in ogni scena: ha un compito che è quello di educare e crescere le sue creature e cerca di farlo con l'esempio e la coerenza.
Come quando spiega al figlio maschio cosa sia il coraggio :"...significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare e cominciare ugualmente e arrivare sino infondo qualsiasi cosa succede..."
Che è poi il motivo che lo spinge ad assumenre la difesa dell'innocente Tom resistendo a qualsiasi intimidazione e che lo porta ad una formidabile arringa finale in cui invoca l'uguaglianza di fronte alla giustizia del tribunale perchè : "i tribunali sono dei grandi strumenti di livellamento sociale..dove si attua il principio per cui tutti gli uomini furono creati uguali".
Altro punto nodale del libro è, infatti, il racconto della discrimine azione razziale negli stati uniti del sud negli anni trenta: l'idea della supremazia dell'uomo bianco era così "naturale" e ne era talmente intriso il tessuto sociale che pochissimi mettevano in dubbio tale assunto e infatti Jem e Scout vengono irrisi a causa del loro padre amico dei "negri".
Il processo, il cui esito è scontato per certi versi, viene descritto attraverso gli occhi dei bambini più grandi, attraverso il loro malessere per questa ingiustizia insensata, per questa violenza sotterranea che loro sentono forte e che proviene da persone che in altre circostanze sono apparse loro amiche e hanno rappresentato la sicurezza di un mondo protetto e certo, il mondo della loro infanzia il cui bozzolo sicuro viene squarciato ... anche se il male non ha sempre il sopravvento e alla fine i buoni possono porre un limite alla follia e alla violenza.
 

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