domenica 26 febbraio 2012

Il circo in città...

Quando si dice che i bambini ti fanno fare delle cose che non immagineresti nemmeno, penso sia proprio la cosa capitatami ieri quando ho accompagnato i  miei nipoti al circo insieme al loro nonno.
Erano anni che non  mi avvicinavo più ad un tendone del circo forse perchè l'ultima volta che c'ero stata mi era parso che non ci fosse più la stessa magia di una volta e avevo avuto una sensazione di maliconia, non saprei spiegarlo meglio però ero giunta alla conclusione che non ci sarei più andata e invece...
I bimbi erano eccitatissimi: le storie dei leoni che saltavano nel cerchio di fuoco, degli elefanti e dei clown con il naso rosso si rincorrevano nei loro botta e risposta durante il tragitto : "ma è vero cia che ci sono i leoni?...e gli elefanti?.. e i trpezisti... ma chi sono i trpezisti... ah io lo so sono quelli che si lanciano con il coso e si tengono per le braccia e..." non abbiamo fatto a tempo a comperare i biglietti che volevano i pop-corn, ma su quella non l'hanno avuta vinta perchè la settimana prima l'influenza intestinale l'aveva fatta da padrona... per il resto hanno avuto ciò che chiedevano e posso assicurare che tra le spade che si illuminano al buio, con le quali esprimevano il loro entusiasmo accendendole al mommento degli applausi, alla visita alle stalle dei cavalli non so quanti soldi se ne sono andati (per fortuna ha pagato nonno Pantalone! :):):) Grande papà!
Nonostante lo scetticismo iniziale lo spettacolo è piaciuto anche a me, i cavalli che si alzavano sulle zampe posteriori, gli acrobati che facevano i quadrupli salti mortali, le tigri (non i leoni) che saltavano e una che tenendosi sulle zampe girava su uno sgbello sopra una palla di quelle da discoteca che rifletteva mille luci sul tendone...
E poi siamo andati a visitare, mano nella mano perchè guai a perderli di vista un attimo in quella bolgia, la stalla con i cavalli e le gabbie delle tigri, e siamo passati vicino ai cammelli ma non troppo vicino ... metti che ci sputavano adosso?!
Non sono quanto resterà a Genova il circo ma se vi capita andate a vederlo... con i bambini ovviamente se nò come potete comprenderne la vera magia?

martedì 31 gennaio 2012

Scatola dei ricordi

 Stavamo quasi per tirare un sospiro di sollievo al pensiero che questo inverno, se pur nella sua anomalia, ci aveva graziato risparmiandoci freddo e neve...e zac! Il ciclone ...o quel che è  ci ha colpiti! E così dopo una giornata al gelo sono tornata a casa con le orecchie basse perchè oggi non è stata proprio allegra e...magia! Era arrivato un pacchetto: la scatola dei ricordi che mi è arrivata da Clotilde di Pinta.
Vi faccio vedere quello che mi ha mandato...TROPPO BELLO!!!
Un attimo di religioso silenzio di fronte alla scatola con il fiocco e poi ho aperto tutto perchè la curiosità mi stava uccidendo!

Un grazie di cuore a Clotilde per le cose che mi ha inviato sono veramente bellissime e ... non saprei come commentare meglio che non lasciando spazio alle sue opere.
Mery

domenica 15 gennaio 2012

Cuscino di inverno

...nonostante le vacanze natalizie non siano state proprio tranquille come avevo agognato, sono comunque riuscita a finire un lavoro che avevo iniziato questo autunno e cioè il mio cuscino di inverno con i bottoncini e il kit che avevo acquistato un paio di anni fa da Casa Cenina.
A dire il vero il "montaggio" del cuscino è opera (d'arte) di mia madre!
Adesso troneggia sulla poltrona del soggiorno.
Notte, notte
Mery

domenica 1 gennaio 2012

"Vivo dunque come un ignorante che sa con certezza solo una cosa: devo portare a termine in pochi anni un compito determinato; non c'è alcun bisogno di affrettarmi oltre misura, perchè ciò non porterebbe a niente - devo occuparmi del lavoro con calma e serenità, il più regolarmente e ardentemente possibile; il mondo non mi interessa molto, se non fosse che ho un debito nei suoi confronti, e anche l'obbligo - perchè ci ho camminato sopra per trent'anni - di lasciargli in segno di gratitudine qualche ricordo sotto forma di disegni o di quadri - che non sono stati fatti per piacere all'una o all'altra tendenza ma per esprimere un sentimeto umano sincero."
Vincent Van Gogh a Theò Van Gogh - Aia Agosto 1883

giovedì 29 dicembre 2011

Così è la vita_ Concita De Gregorio


Per ragioni di tempo credo che questo sia l'ultimo libro di cui scriverò sul blog per quest'anno : Così è la Vita di Concita De Gregorio.
Si tratta di un libro di circa un centinaio di pagine ma molto denso di significati e anche di spunti di riflessione:  il filo conduttore è il modo in cui la società moderna non affronta temi fondamentali quali la morte, la vecchiaia, la malattia. Si adoperano metafore o giri di parole per non comunicare, discutere o riflettere sul passare del tempo e sulla fine della vita degli uomini, ci si maschera con il trucco, il lifting, il botulino e la morte è definita come l'andare in cielo, partire, volare via.
L'autrice si interroga sul perchè l'uomo moderno sia così riluttante di fronte a questi temi e cosa ancora più grave non riesca ad insegnare ai propri figli, ai bambini a vedere serenamente lo scorrere del tempo: in fondo nonostante tutta la frenesia del quotidiano sembra che l'essere umano abbia paura della vita stessa.
Ammetto che ci sono alcune pagine che ho dovuto smettere di leggere perchè, trovandomi sull'autobus, non mi sembrava decoroso mettermi a piangere ma ciò non fa di questo libro un testo triste o strappalacrime anzi c'è una vena di ironia e sottile umorismo e anche gioia.
La morte, la malattia non alterano il senso della vita ma ne fanno parte ed è la vita che dà un senso alla morte che non esisterebbe altrimenti: “si muore quando si è finito di vivere”.
Mi sono riconosciuta nel senso di ribellione che si avverte nelle parole della scrittrice, un sorta di rumore di sottofondo: perchè, si interroga la De Gregorio, bisogna adattarsi ai dictat della società moderna e dover essere sempre giovani e belli, perchè la bellezza va' a braccetto con la magrezza, perchè non si ha il coraggio di chiamare la morte con il proprio nome? E chi ha il diritto di decidere se e come deve terminare la vita di qualcuno magari legiferando in maniera opinabile a tale riguardo?
Il libro si divide in capitoli che affrontano questi argomenti e riportano episodi di vita vissuta come quella di un uomo che, come lavoro, accompagna le persone nell'ultima parte della loro esistenza : “...accompagno le persone che se ne stanno andando. Vado a stare con loro, le ascolto, prendo le consegne che mi lasciano, scrivo e riordino le cose per loro e con loro. Le cose, i ricordi, i progetti che resteranno incompiuti...”.
Le parole di una figlia piccola che al funerale del proprio padre legge un biglietto “ mi ha insegnato a piantare i bulbi dei fiori ...così ogni anno fioriscono. E siccome lui è morto ma io i fiori li pianto e fioriscono ancora, allora non è per niente andato sulle nuvole. E' andato nei fiori.”
La riflessione finale dell'autrice: "le persone che ci lasciano sono nelle cose che ci hanno insegnato, nei loro pensieri da finire di pensare, nei gesti che ripetiamoogni giorno quando prepariamo il pranzo...nella capacità di dire di no quando serve e di restare integri anche in loro nome..."
Il libro è edito dalla Einaudi nella collana Stile Libero Big.

martedì 27 dicembre 2011

Ho lavorato un po' di più quest'anno per realizzare tante cose fatte a mano perchè penso che i lavori realizzati in prima persona siano i più graditi e diano anche molta più soddisfazione e così non potevano mancare gli asciugapiatti ricamati...

Una new-entry e cioè delle borsette di feltro cucite anch'esse a mano...

ma siccome il feltro si presta ad usi differenti ecco che con un nastro multicolor ho esaltato alcune collane...

mentre per un'altra è stato sufficiente una nastro di voile!

E naturalmente non potevano mancare le decorazioni per la casa
 L'albero di Pasqua trasformato in secondo albero di Natale e il presepe...
Il centro ricamato è opera mia ma di diversi anni fa quando mia madre aveva ancora il suo negozio: un ricamo di tipo tradizionale (punto pieno, punto erba...) su di un tessuto molto morbido che dava l'impressione di essere iuta per il colore scuro e "grezzo".
Così nella migliore tradizione Mariagiovannesca...cioè in ritardo: auguro a tutte un Buon Natale!!!!

giovedì 8 dicembre 2011

Changeless di Gail Carriger

Ho appena finito di leggere il secondo volume della serie fantasy di Gail Carriger ambientato nell'Inghilterra vittoriana che ha come protagonista una giovane donna di origini italiane : Alexia Tarabotti.
L'Inghilterra descritta dalla Carriger è un po' sui generis: lupi mannari, vampiri e esseri preternaturali (cioè privi di anima) convivono alla luce del sole... si fa per dire perchè pur essendo integrati nella società inglese questi esseri vivono di notte!
La Regina Vittoria si avvale dell'astuzia dei vampiri e della forza dei lupi riuniti in branchi che combattono per lei ai confini dell'Impero: l'equilibrio per mantenere pacifica questa società è molto delicato e c'è sempre qualcuno che lo vuole metterlo in pericolo.
Un altro particolare rende la città di Londra lievemente diversa da quella dei romanzi dickensiani: il fatto cioè che ci sono macchinari fantastici: etografi capaci di spedire messaggi lì dove i telegrafi hanno miseramente fallito, celle discendenti alimentate da argani a vapore, parasoli attrezzati con armi degne di un ottocentesco James Bond in gonnella!
L'autrice usa nei suoi romanzi il filone dello steampunk che è tipico della letteratura fantastica- fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all'interno di un'ambientazione storica. Quindi in romanzi ambientati nell'Ottocento si ritrovano armi e strumentazioni azionati dal vapore
Nel primo libro Souless, piuttosto bistrattato e a ragione dalle molte lettrici per la pessima traduzione e notevoli e ripetuti errori di ortografia, viene presentata al lettore Miss Tarabotti una giovane donna di buona famiglia che sta avanzando verso un destino di zitella: troppo schietta e pragmatica, troppo alta e con un fisico mediterraneo (a differenza delle sue due sorelle nate dal secondo matrimonio della madre) ereditato dal padre italiano: che non le ha lasciato in eredità solo un naso deciso e una carnagione olivastra ma la particolarità di essere senza anima...
Ciò la favorisce nei rapporti con i soprannaturali perché un suo tocco li priva della loro immortalità rendendoli semplici umani e perciò innocui.
Ed è così che inizia il primo libro: ad un ricevimento Miss Alexia viene aggredita da un giovane vampiro e lo uccide con il suo inseparabile parasole. Indagherà sulla faccenda Lord Maccon, alfa del branco di licantropi di Londra nonché responsabile del Prin (pubblico registro delle nascite innaturali), anche perchè da quel momento in poi inizieranno a sparire i vampiri di Londra.
La trama del fitto mistero ci porterà attraverso invenzioni straordinarie e scienziati pazzi ad un finale romantico e divertente, si conosceranno diversi personaggi esilaranti come la miglior amica dell'eroina Miss Ivy Hisselpenny con i suoi terribili cappellini e l'aria perennemente svagata, Lord Akeldama un vampiro errante civettuolo e a capo di un clan sempre estremamente aggiornato su ciò che accade a Londra, il professor Lyall bea nel branco di Lord Maccon e suo insostituibile braccio destro al Prin.
In questo secondo romanzo la nostra eroina non è più una zitella eccentrica, si è sposata e la Regina Vittoria le ha assegnato un posto di rilievo nella massima istituzione che si occupa di esseri soprannaturali... tutto sembra procedere nella maniera migliore, salvo che un'improvvisa epidemia sembra aver colpito Londra: tutti i soprannaturali sono diventati essere umani!
Il mistero si infittisce e le indagini portano la nostra eroina verso la Scozia : saranno al suo fianco la sua inseparabile amica Miss Hisselpenny, la sorella, un nuovo personaggio Madame Lefoux una inventrice francese alquanto eccentrica.Tra numerosi inseguimenti su di un dirigibile, tentativi di avvelenamento fantasmi e licantropi si arriverà alla risoluzione del mistero.
Quello che mi piace molto in questi romanzi è lo stile brioso e l'ironia pungente dei dialoghi, alcune scene con protagonista Miss Hisselpenny mi hanno fatto ridere moltissimo, anche il linguaggio è piuttosto ricercato ma questa sfumatura si avverte solo nel secondo romanzo a causa della traduzione non proprio apprezzabile del primo.
L'editore è la casa editrice Dalai.