Non ricordo se lo scorso gennaio avevo scritto di aver passato tutte le mie vacanze natalizie a leggere la saga di Twilight... quello ch è certo è che a marzo è uscito il primo film: subito un successo di incassi sull'onda dei quali la casa cinematografica ha deciso di girare un secondo e un terzo film!
All'inizio la pseudo intellettuale che è in me ha categoricamente rifiutato di vedere un film così commerciale, fatto di ragazzini...Orrore!
E invece ... ci sono CASCATA COME UNA PERA!!! L'ho visto e mi sono fatta coinvolgere di nuovo dal pathos della storia, in sostanza la Mery che ama i romanzi d'amore a lieto fine, con lui che le dice che la amerà per l'eternità ha vinto! Lo so che sta pensando la mia cara, cara Manu che l'eroina del romanzo non ha mai a che fare con i pedalini puzzolenti, i virus intestinali ecc. ecc. ma qui sta il bello di amare un Vampiro: non suda!!! E poi ti dice che ti ama e non gli frega niente del calcio!
Morale: ho visto il film due volte e siccome è campione di incassi, si vede che non sono l'unica scema, perciò ve lo consiglio non fosse altro che per la superba colonna sonora che dovrebbe uscire come "Twiligtht Saga: New Moon/ The score" composta da A. Desplat.

Passando ad argomenti decisamente più seri mi è capitato di visitare una mostra bellissima a Palazzo Ducale a Genova: Otto Hofmann - La poetica del Bauhaus.
Hofmann è nato in Germania all'inizio del secolo scorso, ha studiato a Dessau facendo parte del movimento artistico del Bauhaus tramite cui è entrato in contatto con artisti del calibro di Klee e Kandinsky. Durante la seconda guerra mondiale è finito per un lungo priodo in un campo di prigionia in Russia, periodo che è testimoniato, e nel percorso della mostra si vede, dalle lettere che ha inviato a sua moglie e ad alcuni amici: lettere illustrate da acquarelli di una delicatezza incredibile.
Nel lungo percorso della mostra si attraversano tutti i periodi della sua esistenza fino ad arrivera all'ultimo ventennio che ha trascorso in un paese della Liguria.
E' bellissimo vedere come nel corso del tempo la sua pittura sia passata da una descrizione dei paesaggi ad una sorta di semplificazione come se con gli anni avesse sfrondato non solo la sua vita ma anche l'arte da tutte le cose in sovrappiù fino ad arrivare all'essenziale, ad una simbologia semplice ma bellissima.
A parte l'esplosione dei colori, uello che mi ha commosso e stato un quadro che secondo me rappresentava la passeggiata di Nervi... ma mi sbaglierò!


La Mostra durerà fino al 14 febbraio 2010, tutti i giorni tranne il lunedì dalle 9.00 alle 19.00.
Notte, notte
Mery.