domenica 25 novembre 2012

25 Novembre - No alla violenza contro le donne

Il 25 Novembre è stato designato dall'ONU come Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne: per questo oggi in tantissime parti del mondo ci sono state delle manifestazioni in tal senso. Questa giornata nasce per commemorare l'assasinio di tre donne domenicane che nel 1960, il 25 novembre appunto, furono rapite, torturate e uccise perchè denunciavano il regime dittatoriale di Truijlio che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza per trent'anni. Erano tre sorelle, le sorelle Mirabal,  che furono fermate dalla  polizia militare mentre stavano andando a trovare i loro mariti  in carcere: morirono strangolate e per far credere ad un incidente furono messe nella loro auto che venne gettata in un dirupo.
Moltissime associazioni nel mondo cercano di sensibilizzare la società e di far prendere coscienza di come sia così forte e pervasiva la violenza nei confronti delle donne oggi in tutto il mondo: non solamente nelle società più "arretrate" dove vige la tradizione dell'infibulazione o dove si vorrebbe vietare alle ragazze di studiare e di leggere ma anche nella società occidentale, la moderna, avanzata società occidentale dove migliaia di donne subiscono abusi dai loro mariti, dai compagni, nel mondo del lavoro... Un'artista messicana Elina Chauvet sta portando in giro per il mondo una installazione collettiva d'arte pubblica composta da centinaia di paia di scarpe rosse che rappresentano una marcia di donne assenti: la scorsa settimana era a Milano e dal 22 novembre ad oggi c'è anche a Palazzo Ducale a Genova. Si possono portare le proprie scarpe (anche dipinte di rosso) per testimoniare la propria solidarietà alle donne vittime di violenza. Questa iniziativa si chiama Zapatos Rojos, scarpe rosse, rosse come il sangue delle vittime che sono tante come quelle di Ciudad Juarez in Messico, talmente tante che non si contano più e i cui corpi non si trovano più...
Questo argomento mi sconvolge molto forse perchè sono nata in una famiglia composta prevalentemente di donne, siamo tre sorelle, e nostra madre è sempre stata un punto di riferimento fondamentale anche come modello femminile. In questo posso dirmi fortunata perchè ci è stato insegnato ad avere rispetto di noi stesse, del nostro corpo, della nostra mente. Ci è stato insegnato, con l'esempio, che abbiamo un valore come esseri umani e che nessuno ci può sopraffare impedendoci di cercare noi stesse, di amarci, di cercare di realizzare i nostri sogni. Si può sopravvivere alla perdita di un amore e senza scendere a compromessi andare avanti, affrontare una malattia senza perdere in dignità e andare ancora avanti... La nostra vita comune ci ha portato a sviluppare uno spirito di solidarietà nei confronti delle altre donne, a guardare con comprensione le loro difficoltà, credo che sia io che le mie sorelle ci sentiamo parte di una rete e prottette da questa sappiamo che in caso di bisogno ci sarà sempre qualcuno a cui rivolgersi e che potrà rivolgersi a noi.
Mi chiedo a quante donne "abusate" sia mancato questo senso di protezione, questa rete e la consapevolezza del proprio valore che è importante anche da trasmettere alle generazioni future alle figlie femmine ma anche e soprattutto ai figli  maschi cui far capire il valore e l'importanza delle proprie compagne, delle proprie figlie.
Mi fa sorridere quando mi sento dare della femminista come se fosse un insulto o come se le mie idee a favore delle donne fossero una dichiarazione di guerra nei confronti degli uomini: ma qui non si tratta di una lotta per affermare quale dei due sessi sia il migliore o il più forte, a me sembra che il punto sia che un essere umano, a prescindere dal suo sesso, ha dei diritti oltre che dei doveri. Eppoi  possibile che nel ventunesimo secolo si discuta ancora di parità dei sessi quando a tante donne non è garantito neanche il più basilare dei diritti che è quello alla vita?
A volte sono sconsolata altre volte guardo i compagni di vita di alcune mie amiche o delle mie sorelle e quando vedo l'amore nel loro comportamento, il rispetto per le loro donne mi commuovo, provo una sorta di gratitudine perchè penso che quella mia amica o che mia sorella ha qualcuno che è lì per lei come lei è lì per lui e penso che questo è l'amore, un amore sano : quello per cui il bene dell'altro è importante quanto il proprio... non di più e non di meno.

1 commento:

Patrizia Valle ha detto...

bello il tuo post e necessario anche direi...peccato che siamo solo donne a leggerlo...!!
Pat