domenica 1 dicembre 2013

Lucia Annibali

 
Ero sul treno, martedì scorso, quando ho letto la notizia della nomina a Cavaliere della Repubblica di Lucia Annibali da parte del Presidente Napolitano.
Lucia Annibali è un avvocato di Pesaro e il suo nome era apparso tra le notizie di cronaca qualche mese fa perchè era stata vittima di un'aggressione: il suo ex compagno l'aveva fatta sfregiare con l'acido. 
Un gesto violentissimo e vigliacco in un mondo sempre più violento e vile in cui si progettano i piani più folli e in cui sembrano non esserci limiti al concepimento di gesti cattivi e ingiusti.
Così una donna di trentasei anni, bella e in gamba sembra vedere la sua vita finita... e invece no! Perchè questa donna con un enorme sforzo e un grande coraggio si rimette in piedi e si ribella a tanta cattiveria e affronta il suo carnefice e lo inchioda con la sua forza e le sue parole: " Mi hai tolto il sorriso e la faccia - dicevo pensando all'uomo che non voglio nominare - ma io non cedo... hai voluto cancellarmi e non ci sei riuscito."
Dopo l'aggressione Lucia ha passato 40 giorni in ospedale nel centro grandi ustionati, ha subito numerose operazione al volto e ancora ne deve fare, ha avuto tanta paura perchè in quel periodo era cieca e temeva di poter essere ancora vittima del suo carnefice e in quei momenti, anche grazie all'aiuto delle persone che le sono state accanto, ha deciso che la sua vita non poteva essere finita e che il suo volto ferito era lei stessa, il suo dolore e la sua speranza, la sua rinascita come persona consapevole di sè, del suo valore, una persona con un progetto "per avere una vita felice".
Durante il suo primo intervento in pubblico, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, di fronte a degli studenti delle scuole superiori di Parma presso il centro Cavagnari ha parlato dell'amore... quello buono, quello che ti rende felice e libero, che ti spinge a migliorare.
Ha incoraggiato i ragazzi ad essere "gentili, affettuosi e amorevoli verso le vostre compagne..." e alle ragazze ha augurato "... di essere libere, essere voi stesse e di non lascarvi convincere che c'è qualcosa che non va in voi. Il tempo trascorso lasciando che qualcuno ci ferisca non ritorna."
Sono una donna in una casa di donne, con una nipote e penso a quanto valore, quanta forza richiede la vita ad una donna: a quanta comprensione e amore una donna può e ha bisogno di dare.
Di fronte a tantissimi episodi di violenza contro le donne mi domando quanta debolezza e fragilità deve albergare in un uomo che distrugge la propria compagna, moglie, fidanzata e, al contempo, provo una rabbia così grande verso una società che non adotta gli strumenti necessari perchè tutto ciò non avvenga, che non insegna il rispetto verso una componente essenziale della società.
Perchè non c'è rispetto verso il lavoro delle donne, il loro lavoro, i loro sforzi per cercare sempre di fare andare bene le cose...? A volte mi interrogo se questa società così indifferente ai nostri bisogni non sia il risultato di un atteggiamento delle stesse donne, determinato dal fatto che non abbiamo consapevolezza del nostro valore, che accettiamo l'inaccettabile nel desiderio di farci amare... anche da chi l'amore non sa cos'è. Perchè l'amore, come ricordava bene Lucia Annibali, è quello buono, quello che rende felici e liberi e solo quello non ne esiste un'altro.

1 commento:

bilibina ha detto...

Ciao Mery, ho letto la notizia e sono rimasta molto colpita dalla forza d'animo di questa donna..se penso alle sofferenze che ha subito, sembra impossibile che esistano persone tanto malvagie..