martedì 26 agosto 2014

Vacanze in giallo

Oramai l'appuntamento stagionale con i racconti "gialli" editi dalla Sellerio non si può saltare... almeno per una appassionata di trame poliziesche quale la sottoscritta e perciò eccomi con l'edizione estiva di questa collana.
Il primo racconto ha per protagonista la schietta e decisa dective spagnola Petra Delicado che si trova, suo malgrado, a passare una settimana al mare con i figli piccoli del suo ennesimo marito: due gemelli maschi e una bambina. La curiosità dei bimbi veine catturata a bordo piscina da una vistosa e riservata coppia di russi: lei alta e appariscente, lui con un perenne blazer che potrebbe nascondere...una pistola?! E qui la fantasia infantile si scatena costringendo la povera Petra ad investigare per trovare requie e riuscire a godersi il meritato riposo e naturalmente non mancherà di correre in suo aiuto l'inossidabile vice Firmin.
Un'altro racconto che mi ha fatto ridere è stato quello di Antonio Manzini avente per protagonista il vicequestore Rocco Schiavone in partenza per la Provenza allo scopo di scaldarsi le ossa prima di raggiungere Aosta, sua nuova sede di lavoro. La vicenda si svolge sull'aereo in partenza da Roma Fiumicino: l'inquieto e brusco poliziotto si trova a litigare con la vicina preda di una crisi di panico e a rischiare di far linciare un politico ritardatario e arrogante...dato che mi trovavo sull'aereo in partenza per le vacanze mi sono sentita molto vicina a Schiavone!
Il voto più alto, se mi è concesso di stilare una classifica, va a Francesco Recami e ai suoi personaggi della casa di ringhiera che si sono temporaneamente trasferiti a Milano Marittima: Aldo Consonni con il nipotino Enrico, sua figlia Caterina e l'eterna fidanzata Angela... e una coppia di turisti gay morti che compaiono e scompaiono tra le fronde di una pineta e le camere d'albergo della riviera romagnola. Anche in questo caso gli equivoci, i colpi di scena oltrchè una meravigliosa capacità di scrittura ti prendono fino dalla prima pagina e ti accompagnano tra tante risate alla soluzione del "mistero".
Vivamente consigliato all'ombra di un ombrellone o di un ombrello... dipende da dove avete deciso di trascorrere le vostre meritate vacanze.
Vacanze in giallo
Autori vari
Editore Sellerio 



domenica 24 agosto 2014

Amsterdam

Rassegnata all'idea che questa "estate" non avrei potuto godermi il mare e non amando particolarmente i bagni di sole ho deciso di optare, nella scelta della meta per le ferie, a favore di una capitale nordica.
La scelta è caduta sulla capitale olandese definita la "Venezia del Nord"... 
In effetti i numerosi canali e i ponti che uniscono la terra in un dedalo di viuzze e piazze su cui si affacciano i caratteristici palazzi con le loro facciate lunghe e strette hanno un loro fascino.
Ho scoperto che il motivo per il quale le case sono così fatte è dovuto ad una tassazione sulla larghezza delle abitazioni e che il gancio in alto sul frontone delle case serviva per sollevare la merce dai magazzini al pian terreno al sottotetto in caso di inondazioni...
Naturalmente non poteva mancare una visita al mercato dei fiori con le numerossissime bancarelle piene di bulbi di tulipani: io ho preso quelli arancioni screziati di nero: bellissimi!
Un'altra caratteristica di questa città sono le house boat: le case sull'acqua dotate di energia elettrica e gas. Molto carine! Possono essere sia delle costruzioni su zattera e quindi inamovibili sia dei barconi che possono essere spostati: devo confessare che la prima cosa che ho pensato vedendoli è stata la mia cervicale che con l'umidità del canale non andrebbe affatto d'accordo!
Altro simbolo dell'Olanda sono i mulini e perciò un turista impeccabile non può mancare di visitarne uno... o un intero paesino sulle rive del fiume Zaand. 
Ho potuto visitare un mulino e l'ingranaggio con la macina era davvero impressionante, per non parlare della piattaforma cui si accede attraverso delle scalette ripidissime e da cui si possono ammirare le pale con le vele che girano con una forza impressionante.
Anche il paesino (ricostruito) di fine seicento era incantevole con le botteghe e le locande che ti catapultavano in secoli passati rendendo l'atmosfera vagamente fiabesca...mi sentivo un po' Alice nel paese delle meraviglie.
  A dire il vero tutta la città mi è parsa un poco fiabesca sarà per il fatto che alcune costruzioni come la stazione centrale o il Rijk Museum sono stati costruiti alla fine dell'ottocento con uno stile medievale...  Nel mio viaggio non poteva mancare,naturalmente, un omaggio ad un dei più grandi pittori olandesi: Van Gogh.          
 L'edificio è ultra moderno dalle linee pulite e chiare ma al suo intrno è accogliente ed è concepito non semplicemente come uno spazio espositivo ma un percorso che racconta l'evoluzione artistica e umana del famoso pittore: sono raccontati gli incontri fondamentali con Gauguin, il puntinismo degli impressionisti, l'arte orientale e la scoperta del colore...
 Così si passa dalla cupezza dei mangiatori di patate ai famosi girasoli che dipinse per la casa che divise ad Arles con Gauguin...
 
 Alla sua stanza, alla natura che per lui rappresentava una grande fonte di serenità in un mondo in cui non aveva punti di riferimento se non per il suo amato fratello e la cognata...
 

  Un mondo che non comprendeva la sua arte e che lui cercava disperatamente di raggiungere.    

domenica 20 luglio 2014

La Grande Guerra 1914-1918

 Il 28 di luglio si celebrerà l'anniversario dell'inizio della Prima Guerra mondiale detta anche la Grande Guerra... perchè lo fu veramente!Finì un mondo e l'Europa con la sua storia, la sua civiltà così progredita, così moderna, così dominante consumò se stessa.
Agli inizi del '900 niente sembrav turbare la forza innovatrice e la sicurezza degli imperi che si erano andati creando e rafforzando sul suolo europeo: quello germanico, austro-ungarico, ottomano, britannico... tanto per citarne alcuni.
Il secolo era stato inoltre inaugurato con la grandiosa esposizione universale di Parigi che coincise con l'apertura della prima linea della metropolitana parigina e con la celebrazione della tecnica e della scienza europea: il tema dominante fu l'elettricità e la vittoria dell'uomo moderno contro le tenebre, i visitatori furono 50 milioni e dovunque trionfavano i miti della Belle Epoque.

Dunque come si arrivò una quindicina di anni più tardi alla distruzione totale di un'epoca e di una civiltà? Ci furono 10 milioni di morti e molti degli imperi citati fuorono spazzati via.
Nel cercare di approfondire questo tema mi è capitato per le mani un bel libro di Emilio Gentile che analizza, più che le battaglie, la situazione politica e sociale che ha portato a questa guerra scaturita da un attentato avvenuto a Sarajevo il 28 giugno del 1914 ad opera di un separatista serbo che uccise l'erede al trono dell'Impero austriaco Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia... paradossalmente l'arciduca era favorevole alla creazione di uno stato federalista in cui le varie etnie potessero avere la loro libertà di espressione.
La guerra non scoppiò immediatamente ma quasi in modo inconsapevole... sembrerà assurdo ma fu così: l'imperatore austriaco Francesco Giuseppe diede un ultimatum alla Serbia, forte del sostegno della Germania, nella convinzione di poter dare una lezione ad un popolo ribelle e che la guerra sarebbe durata poche settimana... qualche mese!
Ma i venti di guerra furono alimentanti dall'idea romantica, si potrebbe dire, che si aggirava negli ambienti artistici ed intellettuali: l'deale della guerra come dimostrazione di coraggio e di difesa del proprio onore, un senso dell'onore cavalleresco che andava difeso con la vita...e di vite ne furono spese moltissime: furono dieci milioni i morti tra civili e militari e il conflitto durò 52 mesi.
Nel testo di Gentile che non è esustivo, ne vuole esserlo, si tratteggia però molto bene l'atteggiamento di alcuni ambienti in cui la guerra era vista come: un'esperienza collettiva per purificarsi dallla corruzione prodotta da un lungo periodo di pace...necessaria per far nascere un uomo nuovo e una nuova società rigenerati dal materialismo.
Fu sull'onda di questo malinteso senso dell'onore a disprezzo della vita che si arruolarono tanti volontari ma le loro fantasie furono ben presto distrutte dalla terribile realtà delle battaglie di trincea, dei mesi e degli anni passati a strisciare nel fango alternando momenti di immobilità a sanguinosi scontri che sostanzialmente non spostavano la  linea del fronte che di poche centinaia di metri.

mercoledì 2 aprile 2014

KLIMT a Milano

La visita di questa mostra è il risultato di una fuga: sono sfuggita dal lavoro un pomeriggio e sono andata a passeggiare a Milano, tanto per ricordare a me stessa che c'è il mondo al di là della routine ripetitiva in maniera quasi ossessiva, è grande ed esiste ancora basta andare a guardarlo...anche solo una sbirciatina ogni tanto!
E quindi ho preso la metro alla volta di Via Montenapoleone, Via Manzoni, Palazzo Marini, il Duomo e Palazzo Reale dove è stata allestita la mostra dedicata ad un grande e innovatore artista austriaco: Gustave Klimt.
Filo conduttore di questa esposizione è lo studio delle origini della vita artistica di questo artista e del percorso che lo ha portato a scardinare l'impostazione tradizionale della rappresentazione pittorica del mondo: non una semplice riproduzione della realtà ma una rielaborazione, una interpretazione di questa e nella rappresentazione dell'umanità e delle sue inquietudini, in questo periodo si sta sviluppando la psicoanalisi e si prepara la prima guerra mondiale che sfocierà in tutta la sua violenza e devastazione spazzando via tutto un mondo...
 
Le avvisaglie di questo cambiamento, della necessità di restituire l'arte al suo tempo sono alla base dell'opera di Klimt che partendo da una collaborazione con un suo compagno di studi, Matsch, e del fratello poco più piccolo Ernst fonderà prima una compagnia che riscuoterà notevole successo tanto da ottenere la commissione di decorare le sale dell'Università di Vienna, poi andrà oltre (in seguito sia alla morte del fratello sia al fatto che le sue opere per l'Università vengono criticate  e respinte) fondando il movimento della Secessione insieme con altri artisti.
Nella mostra vengono quindi esposte opere dell'inizio della sua vita artistica dalle quali si comprende le sue enormi capacità nella ritrattistica e il grande valore che dava al disegno, ci sono innumerevoli bozzetti che ritraggono le modelle nel suo studio e che gli servono come base per i suoi dipinti.
 
 Diverse sono anche le "fasi" della suo opera: quella in cui le tessere del mosaico bizantino in puro oro costituiscono lo sfondo o i le vesti dei personaggi che rappresenta, l'influenza delle stampe giapponesi con i motivi floreali...

...i suoi paesaggi che hanno un taglio modernissimo perchè fissano sulla tela dei particolari del mondo che lo circonda e spostano l'orizzonte molto in alto nei suoi quadri in una visione "fotografica" del paesaggio.
Espressione dell'importanza dell'arte nella vta dell'uomo è l'opera "il Fregio di Beethoven" di cui in questa mostra è stata esposta una copia perchè l'originale è inamovibile: esso rappresenta il viaggio di un guerriero splendido nella sua armatura dorata che attraversa il mondo fatto di tentazioni e oscure minacce prima di arrivare alla fine del suo percorso nelle braccia della Donna: la poesia. 
A significare che solo l'arte può salvare il mondo e dare un senso alla vita dell'essere umano...
Il complesso rapporto tra l'uomo e la donna, quasi una musa ispiratrice che lo guida nella sua vita, è rappresentato nell'ultimo quadro che chiude la mostra: Adamo ed Eva.
Personalmente ho sempre immaginato che lui avessi gli occhi chiusi perchè si abbandona alle capacità di comprensione di lei che lo ristora con la sua bellezza, che lo rende eterno nel suo riprodursi...
La mostra durerà fino al luglio del 2014 a Palazzo Reale.


domenica 30 marzo 2014

Rolli Days

Questo fine settimana a Genova c'è stata una importante inizitiva: i Palazzi di Strada Nuova (Via Garibaldi) e di Via Balbi, compreso il Palazzo Reale, siti facenti parte del patrimonio dell'UNESCO, sono stati aperti al publico che ha potuto visitarli gratuitamente accompagnato da studenti o neo laureati che illustravano gli antichi Palazzi patrizi ora sedi di Musei e Istituti di credito.

I Rolli erano dei registri in cui venivano annotate le dimore più belle e importanti di Genova e sulla base di queste liste ufficiali  venivano sorteggiate per ospitare le visite di Stato.
Conoscevo e avevo visitato diverse di queste antiche dimore, alcune delle quali sono sedi di importanti collezioni di arte raccolte da importanti famiglie, come i Brignole Sale, che le hanno donate alla città: in particolar modo ho trovato meraviglioso sia Palazzo Rosso sia Palazzo Bianco...

Palazzo Rosso
  
 
Giardini Palazzo Bianco






Palazzo Tursi
Così per questa ulteriore visita la mia scelta è caduta su Palazzo Reale che si trova in Via Balbi insieme ad altre dimore avite oggi sede di facoltà Universitarie come quella di Giurisprudenza o di Lettere e filosofia.

Giardini di Palazzo Reale
Come per diversi altri Palazzi anche la storia di Palazzo Reale è indussolubilmente legata a quella di diverse famiglie nobili genovesi: in questo caso ai Balbi, ai Durazzo e solo in secoli "recenti" ai Savoia che ne avevano fatto la loro residenza a Genova e poi agli inizi del Novecento l'hanno donata allo Stato italiano: ricca di numerosi capolavori in questi giorni è anche sede di una mostra temporanea in cui si espongono quadri di Rubens e Van Dyk provenienti dalla Galleria Sabauda di Torino.
L'atrio è grandioso da esso si accede ad un cortile da cui si dipartono due imponenti scaloni che portano ai piani superiori e ad una terrazza che domina il porto e che una volta vi era direttamente collegata da una passerella distrutta per far posto alla sopraelevata... 
Grazie al cielo una minima parte dei giardini è stata conservata e permette di immaginare come questo Palazzo rappresentasse il potere della famiglia che aveva un accesso così diretto alla più grande ricchezza della città: il mare e quindi ai suoi commerci.
Una vera scoperta, invece, è stato Palazzo Lomellini di cui abbiamo potuto vedere solo lo scalone che portava ai piani nobili e poche stanze in quanto gli altri piani sono sede di residenze private e di uffici.
Nel 2004 infatti sono stati riportati alla luce alcune fantastici affreschi di uno di più famosi artisti genovesi: Bernardo Strozzi.
Palazzo Lomellini
Tali affreschi erano stati coperti dal proprietario che aveva commissionato le decorazioni allo Strozzi a seguito di una causa legale con l'artista: dopo tantissimo tempo sono stati riportati alla luce con sommo gaudio sia degli studiosi di storia dell'arte che hanno potuto studiare il metodo di lavoro dello Strozzi sia del pubblico che può godere della bellezza di tali opere e riempirsene gli occhi e l'anima.

domenica 9 marzo 2014

Festa delle Donne

 
Potrà sembrare strano, ai più, che io scriva della festa delle Donne il giorno dopo l'otto marzo ma chi mi conosce sa che sono sempre andata controcorrente e in fondo non mi sembra che ieri ci fosse molto da festeggiare: tre donne sono state uccise, ventuno dall'inizio dell'anno...
Siamo in piena crisi economica e in percentuale sono molte di più le lavoratrici che hanno perso il lavoro o hanno dovuto rinunciarvi rispetto ai lavoratori maschi, in Parlamento si sta discutendo di una legge in cui non si vogliono preservare le quote rosa... cioè va bene mettere il 50% di donne nelle proprie liste ma è meglio che i nomi delle candidate siano relegati in fondo così la possibilità che arrivino in Parlamento saranno piuttosto risicate (per non dire nulle)! Tutto ciò in barba all'articolo 51 della Costituzione che recita: "Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini."
La L. 194/1978 che prevede l'assistenza medica in strutture pubbliche per l'interruzione di gravidanza sta via via risultando di difficile applicazione a causa del ricorso di molti medici e personale infermieristico all'obiezione di coscienza: circa il 70% di medici in Italia, da nord a sud, si dichiara obiettore di coscienza ciò significa che la scelta, difficile, di una donna di ricorrere all'interruzione di gravidanza diventa sempre meno praticabile. 
L'incipit della della legge 194 statuisce che:
"Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. 
L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per ilcontrollo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l'aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite."
Peccato che a causa delle continue ristrettezze economiche i consultori che potrebbero favorire una maggiore informazione sul territorio dei metodi contraccettivi e assistenza per le donne siano sempre meno...E così anche il diritto alla salute e alla vita, peraltro costituzionalmente garantiti, vanno a farsi benedire!
Guardo le mie sorelle, le amiche, le colleghe di lavoro, la postina, la commessa al supermercato e vedo persone coraggiose, desiderose di portare avanti la loro vita, di crescere i loro figli, di amare i loro mariti e compagni di fare del loro meglio e tutto al meglio e provo una tale tenerezza e sincera pietà, mi sia concesso, per queste immani fatiche per questi occhi che vogliono guardare il mondo con meraviglia ed essere meravigliate e che spesso finiscono per riempirsi di tanta delusione e amarezza per i sogni infranti e i desideri perduti. 
L'inguaribile ottimista che è in me non si vuole arrendere alla possibilità che le cose possano migliorare e che sia data reale e concreta applicazione al principio della parità dei diritti ... è con questo spirito, un poco ammaccato, ma con occhi sempre attenti che dico a me stessa e a tutte le Donne: Buona Vita, Dignitosa e Fiera!

domenica 2 marzo 2014

Vino ti amo!

L'autore di questo libro intervista è Oscar Farinetti, già fondatore di Eataly, coadiuvato da un "palato assoluto" Shigeru Hayashi che lo segue in questo viaggio attraverso l'Italia alla scoperta del mondo dei produttori del vino quali Gaja, Antinori, Gravner...
Ho comprato e letto questo libro quando ero ancora di stanza a Torino, immersa nel mondo enogastronomico di Eataly, e questo rispecchia molto lo spirito del suo autore: si entra in un mondo parallelo e credo, per i non addetti ai lavori, sconosciuto. Il filo conduttore è la passione per il vino e il coraggio di inseguire i propri sogni e di concretizzarli attraverso il proprio lavoro "buttando il cuore oltre l'ostacolo": così scopriamo che dietro ogni bottiglia di vino non c'è semplicemente la raccolta dell'uva e la spremitura ma una vera e propria filosofia di vita, un approccio differente alla natura, all'esistenza.
Si susseguono le dodici chiaccherate con altrettanti produttori, degustando i vini di questi produttori come la ribolla gialla di Gravner, il Sassicaia di Incisa della Rocchetta, il Solaia dei Marchesi Antinori all'interno di una "cantina" costruita all'interno di una collina e le parole si intrecciano ai profumi raccontati dall'intenditore Hayashi che crea degli abbinamenti con i piatti della tradizione italiana e giapponese, discorsi che variano dalla storia delle famiglie alla politica, ai racconti autobiografici.
E' una lettura scorrevole che fa venir voglia di bere, di scoprire quei profumi, di conoscere quei sapori di immergersi in una realtà così complessa e delicata qual'è quella della campagna ma anche della commercializzazione perchè, questa è una lezione del libro, non si può portare avanti un sogno senza tenere conto degli aspetti pratici e organizzativi.
Sognare e basta non serve bisogna faticare e rischiare per continuare ad immaginare nuove cose...